S.C. Michela Fanini

www.michelafanini.com

La nostra bussola ci ha poi portato nel mondo del ciclismo femminile.
Qui abbiamo trovato l’amico Brunello Fanini, che con amore, impegno ed entusiasmo, insieme con il suo team a creato una squadra veramente eccezionale.
Proprio lui incarna il ciclismo meglio di chiunque altro.
Dopo un grande dolore, dopo una grande caduta, con il ciclismo è riuscito a rialzarsi, a trasformare la perdita della figlia in una rinascita.
Michela che amava ed era protagonista di questo sport, ora vede la sua s.c.MICHELA FANINI imporsi nel mondo e portare avanti con entusiasmo i valori dello sport.








FRAMMENTI  DI  STORIA
La famiglia Fanini è da sempre impegnata nel mondo del ciclismo femminile....  L'avventura inizia nella stagione 1968 con la nascita di un team dedicato al gentil sesso e diretto da Pietro Fanini. In sella, fra le altre, la moglie dello stesso Pietro (Rosanna Paolinelli) e quella di Ivano (Mariapia Berti). Nonostante l'agguerrita concorrenza di atlete del calibro di Tartagni, Bissuri e Brovedani, Rosanna e Mariapia riescono a conquistare numerosi successi che contribuiscono a far conoscere la squadra in tutta Italia.   In quegli anni si correva in un'unica categoria: giovani e anziane.  Nel' '86, con l'avvento del team "Mamma Fanini" si apre la seconda fase. La nuova società, impegnata sia in campo maschile che nel femminile, sorge per ricordare la madre dei fratelli Fanini conosciuta da tutti come la "mamma dei corridori", poichè era solita accudire e coccolare tutti gli atleti che transitavano da quelle parti. Nel frattempo fra le "piccole" atlete si stava già mettendo in mostra Michela Fanini che ha iniziato a fare incetta di vittorie, successi che spesso arrivavano a "danno" dei maschietti. La scalata di Michela è imperiosa, tanto che appena approdata nella categoria Juniores entra subito a far parte della nazionale di categoria.  Nel '92 fa la prima apparizione la "Fanini Sprint".  Con questa società, quasi per scommessa, Brunello Fanini rilancerà il Giro d'Italia, da qualche anno finito nel dimenticatoio. Ed è proprio la corsa rosa a lanciare in orbita Michela (che aveva già avuto la soddisfazione di aggiudicarsi il Campionato Italiano) con un positivo quinto posto (edizione '93) e quindi la stagione successiva con il successo finale.  Gioie e dolori: il '94, infatti, è l'anno che segna nel bene e nel male la carriera e la vita della campionessa lucchese. Prima le vittorie a ripetizione ottenute al Giro e al Tour (4 tappe alla Gran Boucle), poi con la delusione seguita alla sfortunata caduta ai Campionati del Mondo in Sicilia (quando è ad un passo dal trionfo) e infine la sconfitta più grave, quella che non ammette repliche: la scomparsa a soli 23 anni, dopo un grave incidente stradale.  Per ricordare il suo nome e le sue imprese, dopo un comprensibile smarrimento, papà Brunello decide di continuare l'avventura, sia organizzando il Giro d'Italia (fino al '96), sia "inventando" il Giro di Toscana (già diventata una delle manifestazioni più importanti al mondo).  Nel '95, in memoria della campionessa ecco la "Michela Fanini Record Rox" che vede vestire la gloriosa maglia fucsia-blù molte atlete fra le più forti in circolazione.  Con il team lucchese val la pena ricordare fra le numerosissime vittorie, i successi ottenuti ai Campionati Europei Under 23 con la francese Elisabeth Chevanne Brunel, il titolo iridato nel 2000 con la bielorussa Zinaida Stahurskaia, e il prestigioso primo posto in una gara di Coppa del Mondo firmato dalla tedesca Regina Schleicher nella primavera del 2002.  Insieme alle campionesse sono anche cresciute molte giovani interessanti ed è cresciuto il gruppo dei dirigenti e dei collaboratori che orbitano intorno alla società del vulcanico Brunello Fanini.
a cura di Maurizio Tintori